La virtù che sta nel mezzo – non al centro –

17 Feb

Su coraggio che ci siamo, è l’ultima settimana e poi finalmente andremo a votare. Le bacheche di facebook resteranno intasate ancora per qualche giorno dai risultati, qualcuno esulterà qualcuno sarà incazzato nero, ma dopo qualche giorno state tranquilli che ognuno tornerà ai suoi impegni, la politica uscirà dai social network, e tutto riprenderà come prima. Partiranno le analisi e le disamine, e poi passeremo al conclave. Come? Ah no il fatto che non andiate in chiesa dai tempi della prima comunione non ha nessuna importanza. Che non sappiate la differenza fra un vescovo un cardinale e un curato non vi impedirà di discettare su quali saranno le conseguenze dell’elezione di uno al posto dell’altro. Quindi ricapitolando sul tavolo abbiamo qualche tema che pare imprescindibile. Ne vogliamo parlare? Son qui apposta e quindi sì, ne parlo. Partiamo dal matrimonio omosessuale. Mi chiedo dove siano finite le coppie eterosessuali non sposate? Ce n’erano un sacco e sono miracolosamente scomparse. Mi permetto di ricordarvi che nel caso il vostro compagno si ammali, e non siate coniugati davanti a Dio e al sindaco, non potete chiedere al medico come sta. Nel caso si debba procedere ad un intervento chirurgico, non sarete interpellati. In rianimazione non ci entrate. E questo dove ci porta? Ad avere un’opinione sempre più bassa di questo nostro popolo che definire civile mi sembra un’esagerazione. Quelli che dovevano essere i DICO o PACS sono scomparsi nelle nebbie padane, o sei omosessuale o quasi quasi non sei nessuno. Quella vecchia – e lo so che vecchio è una parola che non vi piace – buona regola per cui nel mezzo sta il giusto, per cui una torta con le giuste dosi di zucchero è buona e con troppo zucchero diventa nauseante? O per cui la pasta è immangiabile sia che manchi del tutto il sale sia che ce ne sia troppo? Tutti a seguire Cracco e pendere dalle labbra di Ramsey ma di imparare le basi non se ne parla eh. Il lavoro è diventato la priorità, ma a quanto pare solo sulla carta (straccia) delle promesse elettorali. La riforma Fornero che ha sfornato gli esodati, senza dubbio ne sfornerà altri, il meccanismo è ormai avviato e ricadrà a cascata sulle prossime generazioni di lavoratori/pensionati. Io non ho sentito nessuno dire che rivedrà la riforma, e voi? Non ho sentito un giornalista chiedere al senatore Monti – che per la cronaca è ancora titolare della presidenza del consiglio – che fine abbia fatto la raccolta firme che è stata fatta per indire il referendum abrogativo della legge che stabilisce gli emolumenti dei parlamentari, e di tutte le leggi decreti disegni che negli anni hanno permesso ai nostri rappresentanti di avere legittimamente dei compensi che definire faraonici è riduttivo. Però tranquilli, ridurranno o aboliranno l’imu l’irap l’irpef e forse anche il girovita di mia zia, con quali numeri non lo sapremo mai, ma che ci frega in fin dei conti. Poi volendo ci sono i tagli alla scuola e alla ricerca, lo so lo so che mandare i figli a scuola con la carta igienica è una cosa fastidiosa, ma personalmente troverei più fastidioso che andassero in una scuola bellissima, avvolti da kilometri di carta igienica morbidissima dove gli insegnati sono per il 60% ignoranti come sassi di fiume, ma è questione di gusti, e i miei sono sofistici.

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Una Risposta to “La virtù che sta nel mezzo – non al centro –”

  1. Rita 2 marzo 2013 a 4:27 pm #

    Anche i miei gusti sono sofistici… Per i tagli basterebbe però tagliare sugli sprechi, quelli veri, resterebbe abbastanza per i servizi

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