Una giornata di ordinaria follia

Qualche mese fa Bianca (che è un nome di fantasia), disoccupata da qualche mese, scopre che il comune di Milano rinnoverà per il 2013 lo stanziamento di x euro per un tot di abbonamenti ATM gratuiti per i disoccupati, per una persona in cerca di lavoro e che spera di andare a fare tanti colloqui è una manna dal cielo, comincia quindi a monitorare il sito del comune dove però non c’è traccia di indicazioni. Una serie di surreali telefonate porta alle seguenti conclusioni
– 1° telefonata, al numero del call center del comune di Milano non hanno idea di cosa Bianca stia parlando, e invitati a verificare sul sito dicono che sì effettivamente l’indicazione c’è ma loro non ne sanno nulla.
– Una visita alla sede del comune, ha più o meno lo stesso esito con l’aggiunta di svariate contumelie all’indirizzo dell’assessore che evidentemente non ha avvisato i poveri impiegati. Una funzionaria addirittura non credendo che sia presente sul sito una tale informazione, cede alla povera Bianca, ormai convinta di essere su scherzi a parte, il suo computer invitandola ad andare sulla pagina che sostiene di avere visto. Indecisa se piangere ridere o andare direttamente alla neurodeliri, Bianca digita l’indirizzo e come da programma si apre la home page del comune – nella cui sede è bene ricordare si trova – e mostra alla stupefatta funzionaria che l’informazione viene proprio da lì. Ovviamente la funzionaria non ne sa nulla.
– Altra telefonata al call center e di nuovo nessuno sa nulla
– a fine gennaio Bianca tenta di nuovo e questa volta, una giovane anonima eroina decide di informarsi presso un suo superiore. Tre superiori dopo arriva l’indicazione, a fine febbraio verranno pubblicate le modalità di accesso. Onorando questa piccola sconosciuta fanciulla Bianca si accinge da quel momento a consultare quotidianamente il sito.
Venerdì scorso finalmente appare l’atteso bando. Scaricati i moduli scopre che le domande corredate da una serie infinita di autocertificazioni devono essere nell’ordine
– scaricati – compilati e firmati – scansionati e infine inviati via mail a partire dalle ore 12 di oggi.
Fatta una veloce verifica Bianca scopre che il suo stato occupazionale deve essere rinnovato a seguito delle graduali e parziali introduzioni della riforma Fornero (che per inciso sembra essere vittima anche lei del fungo magico di Alice nel paese delle meraviglie, una parte è entrata in vigore lo scorso anno, una parte a gennaio e una parte arriverà a luglio, salvo disposizioni del governo che verrà)
Ma la nostra eroina non si perde d’animo e attaccata la stampante al pc, per la legge di Murphy scopre che la cartuccia è esaurita. Ok, salvataggio su chiavetta corsa dal cartolaio stampa dei documenti e via verso l’ufficio per l’impiego. Arrivo al suddetto ufficio alle ore 11.25, fila per il numero e 180 persone davanti. Alle 14.30 minuto più minuto meno viene fatta entrare e scopre che per avere il sospirato certificato deve autocertificare il lordo che ha percepito lo scorso anno (che non sa, perché nel suo contratto era indicato il netto) e per sovrappiù il lordo presunto per l’anno in corso. Cercando di mantenere la calma, che ormai a dire il vero scarseggia spiega di avere in atto un contratto di collaborazione occasionale che in quanto tale non da la benché minima possibilità di far quantificare quanto verrà percepito, in quanto essendo occasionale A) non ha scadenza B) riporta chiaramente la dicitura che le modalità di lavoro saranno comunicate di volta in volta.
Scopre anche che dopo aver detto il proprio nome e cognome all’impiegata che le ha sciorinato tutti gli ultimi anni della sua vita leggendoli sul computer, a meno che non presenti la carta d’identità o la patente non accetteranno l’auto certificazione e non le rilasceranno il documento. Purtroppo Bianca è uscita di corsa e l’unco documento che ha con sè è la tessera regionale, in cui è ben vero che manca la foto ma sono riportati data e luogo di nascita codice fiscale e quant’altro. Dapprima gentilmente poi un pochino meno, cerca di spiegare alla solerte impiegata che a fronte del fatto che dicendole nome e cognome le ha raccontato tutto, forse c’è un problemino di privacy o quantomeno una leggera contraddizione. Cioè o mi hai raccontato i ca**i di un’altra persona o sei convinta che sia chi dico di essere e allora mi dai il documento che ti chiedo.
A questo punto chiamata la superiore anche qui, e Bianca si chiede che cavolo ci stiano a fare gli impiegati se poi per ogni cosa devono chiamare i superiori, avendo assunto un colorito che ricorda da vicino quello dell’incredibile Hulk, e anche le sembianze, la superiore decide di evitare lo spargimento di sangue e concedere il documento richiesto a fronte della certificazione di un amico che ha accompagnato Bianca.
In tutto questo sono arrivate le 16.30, stremata con la bava alla bocca tipo rottwailer inferocito, Bianca risale sull’autobus che la riporterà a casa, per inviare la famosa mail al comune, dopo aver scoperto che da almeno 15 giorni ci sono persone che vanno a richiedere lo stesso documento. Da chi ne avranno avuto notizia? E soprattutto dalle 12 alle 17 quante persone avranno fatto in tempo a inviare la fatidica mail?
Bianca il 24 e il 25 andrà alle urne, secondo voi avrà voglia di dare il suo appoggio e il suo sostegno a qualcuno?

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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