Cuore o ragione

Ho finito di leggere un romanzo  e contrariamente al solito, invece di postare un commento ho deciso scriverci un articoletto. So che molti saranno infastiditi e mi scuso, cercherò di essere il più neutra e oggettiva possibile ma dato l’argomento sarà difficile non ferire la sensibilità di qualcuno. Il libro è la storia di Ben Solomon, un ebreo scampato al genocidio che riconosce un nazista con cui ha condiviso molto. Fondamentalmente un modo per raccontare attraverso le orribili vicende vissute dai Solomon dall’inizio del periodo nazista. Terribile ma a metà libro mi sono resa conto che ormai siamo, o perlomeno io sono, satura. Ho letto troppe storie una più tremenda dell’altra, non riesco più a provare un’empatia che non sia superficiale. In aggiunta mi sono resa conto dell’inutilità delle giornate della memoria. Mi spiego meglio; sapere ricordare conoscere, non farà sì che la storia non si ripeta. La storia si sta ripetendo giorno dopo giorno. E non è che la motivazione (vera o falsa ha poca importanza) per cui qualcuno decide arbitrariamente di uccidere massacrare torturare altri esseri umani abbia importanza. Non ce l’ha. Senza andare troppo in là con gli anni, abbiamo un milione di persone uccise in Ruanda, Circa 400.000 morti in Darfur, decine di migliaia nell’ex Jugoslavia. Non cerco nemmeno i dati relativi ai morti fatti da Boko Aram non scrivo del genocidio degli Armeni, tralascio la guerra fra sciiti e sunniti, tanto basta fare un giro in rete. Allora forse bisognerebbe smettere di ricordare una Storia sola e usarla come emblema, ogni morto deve essere sacro per la memoria di chi è vivo. Altrimenti diventa tutto abitudine, l’orrore diventa normalità giustificata dalla diversità di culture. Non si può, non si deve pensare che quelli sono dei selvaggi. Domani quelli, potremmo essere noi. E credetemi, quando ti accorgi che l’orrore non ti sfiora più, o ti scivola addosso lasciandoti solo un leggero fastidio, non ti senti un granché come essere umano, e non è bello.

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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