Lettera aperta a Patricia Cornwell

Mia cara ex amata Patricia, alias Kay Scarpetta, sono a pagina 50 circa della tua nuova fatica e perdonami ma temo che subirai un abbandono o quantomeno una lettura random. Ora è assodato che tu sia la più grande e brava anatomopatologa forense d’America e forse ancche del mondo, ti sei resa conto vero che una forma di precoce demenza senile si sta prepotentemente frapponendo fra te e noi, i tuoi affezionati lettori? Ti abbiamo perdonato praticamente di tutto, finte morti, nipoti sociopatiche che ti hanno abbandonata ingannata e dio solo sa cos’altro; abbiamo sopportato pazientemente il contratto che avevi sottoscritto con Apple – non si spiega altrimenti – e la conseguente presenza di un I-qualcosa (phone pad pod eccetera). abiamo cercato di soprassedere sul fatto che da quando pesavi cuori fegati e cervelli come il buon vecchio Quincy, adesso più che in sala autoptica sembra di entrare in una navicella spaziale con relative spiegazioni che molti di noi, ahimé non laureati in chimica fisica medicina e ingegneria, accettiamo sullla fiducia. Ma arriviamo al ma. Ti sei trasferita nella villa vicina al CFC da almeno tre romanzi e da altrettanti hai un cane. Abbiamo capito che hai la cucina piena di elettrodomestici in acciaio e un frigo che potrebbe contenere due o tre buoi, conosciamo a memoria ogni intarsio dei vetri piombati e colorati del pianterreno del mezzanino e ogni singola pianta che hai in giardino, sappiamo che il tuo levriero vive appiccicato a te, e questo agli amanti degli animali provoca dei brividi brutti, descrivi delle scene madri penasndo che ogni mattina tu vada al lavoro. Esci a fargli fare la pupù ARMATA. Renditi conto che non si può, non ha nessun senso, siamo oltre il bene e il male. Ma la cosa più tremenda, oltre alle tue ricette italiane – per la cronaca sappi che se Carlo Cracco le leggesse non lo salverebbero nemmeno quelli di ER – è che non puoi, proprio non puoi dirmi che ti stai mettendo gli scarponcini, che dopo l’ultimo utilizzo hai disinfettato (testuale) con un detergente apposito. Dai  abbi pietà di noi. Poi ti faccio sapere se riesco a finirlo, ma ti prego ti prego ti prego, fatti vedere da uno bravo nel frattempo. Con affetto

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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