Anime di vetro – Falene per il commissario Ricciardi

11119124_10206921815913848_7534668786990086498_nNon parlerò di trama, non vi racconterò quello che succede o non succede nel libro, primo vi toglierei il gusto di leggerlo e secondo, deGio lo fa egregiamente, ragion per cui diventa inutile che lo faccia io. Ma una domanda ve la voglio porre,cosa distingue uno scrittore da un grande scrittore? Leggendo questo libro lo si capisce, e si capisce che de Giovanni è ormai da tempo nella seconda categoria. E’ la capacità di scrivere, restando se stesso con l’inconfondibile stile, un libro che solo apparentemente è diverso dai precedenti, ma in realtà ne è la logica prosecuzione. È la capacità di dare una svolta decisa ma gentile, che si intuisce più che capire. L’interludio, il corsivo che fa da filo conduttore, che da il la  per capire a fondo la melodia, in questa nuova trilogia è la musica. Tre  classici della canzone napoletana. La prima, la colonna sonora ma non solo, di Anime di vetro è  Palomma ‘e notte. La storia di un uomo che per amore, paragonando l’amata a una falena, rischia di bruciarsi per allontanarla dalla fiamma (dell’amore) che la ucciderebbe.  Una storia ispirata alla vita del’autore, il poeta Salvatore Di Giacomo, che intrattene una casta e lunghissima relazione – tredici anni – con Elisa Avignano prima di sposarla, timoroso perché tanto più giovane di lui. E la storia con cui ci racconta questa canzone è poesia nella poesia. L’indagine, qualcuno – grazie Francesca P. Cassie  – ha notato un’analogia con Agatha Christie, in questo libro è o sembra del tutto marginale, non è nemmeno una vera indagine, è una disamina chirurgica dei sentimenti. Quelli di una donna che non ama più, ma deve sdoganare la fine di un matrimonio e una menzogna per tornare a vivere; la tristezza profonda, il dolore del barone di Malomonte Luigi Alfredo Ricciardi che per una volta non è un dolore cupo, ma una sana risposta a dei lutti, fisici emotivi e non solo; il dolore di un padre che vede la figlia infelice; i sentimenti feriti che diventano crudeltà inutile e ignobile.

Cambiano i protagonisti, non i vicoli, che passano in sottofondo, ma la città dei circoli e dei nobili. Cambiano i tempi, Hitler è salito al potere con le inevitabili conseguenze anche sulla politica italiana che sappiamo. E cambia Ricciardi, in quale direzione ahinoi, lo sapremo solo al prossimo libro.

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

1 thought on “Anime di vetro – Falene per il commissario Ricciardi”

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