E’ così che si uccide (la voglia di leggere)

Porca vacca, due delusioni una di seguito all’altra ti fanno davvero girare le scatole, la prima il libro che ha vinto uno dei più prestigiosi e ambiti (sì ciao) premi letterari di cui però ho ampiamente detto su Anobii, la seconda più cocente per il battage che ha preceduto l’uscita del libro. E’ così che si uccide di Mirko Zilahy. Venduto in mezzo mondo pubblicato da una signora Casa Editrice, mi aspettavo una bomba, e l’ho avuta; a partire dalle prime pagine in cui un professore universitario canna (sbaglia per chi non ama il gergo dialettale) clamorosamente un congiuntivo – e ancora a ripensarci mi parte un brivido dal vertice del cranio che arriva fino al coccige – alla carta d’identità di una signora il cui stato civile è celibe. Taccio sulle procedure di polizia, che poi dai, cosa ti costa chiedere a qualcuno, sorvolo sul fatto che ad un certo punto, per arrestare un banalissimo assassino, in genere il serial killer ha caratteristiche un po’ diverse da quelle del nostro ma transeat, viene richiesto l’intervento dei NOCS (squadra speciale della polizia addestrata all’antiterrorismo e alle azioni di assalto in cui siano presenti ostaggi), ignoro o almeno ci provo, il fatto che un PM partecipi attivamente alle indagini, tralasciando di segnalare un fatto di una gravità assoluta che inficerebbe la confessione anche davanti al tribunale di Topolinia. E però santa pace, mi fai un trattato storico logistico che neanche gli Angela (Piero e Alberto) sull’architettura pre o post industriale (non ne ho idea e non vorrei scrivere cavolate, facendomi anche l’analisi comparativa fra i monumenti del passato e gli emblemi della modernità (parliamo del gazometro e di altri siti particolari), e anche se mi annoio un po’ ci posso passare sopra, ma poi mi mandi un commissario (che fra l’altro ha riconsegnato il tesserino) e un medico legale a manomettere di nascosto il cadavere, e la scientifica non si accorge di nulla, bè permettimi che un po’ mi girano. La mia anima animalista poi non ci ha visto più davanti alle nutrie carnivore. Non vado oltre con la demolizione anche se il materiale non mancherebbe, mi limito a dire che mi auguro, ma soprattutto auguro al giovane autore, di trovare sulla sua strada persone che non cavalchino l’onda, che abbiano il coraggio di fare un sano editing e una sana correzione delle bozze. Spero davvero che con questa brutta caduta, indipendentemente dai risultati di vendita lo è, non danneggi un autore che con una mano un po’ più ferma a guidarlo, e accumulando un po’ di esperienza, potrebbe scrivere delle cose davvero buone. Magari non gialli che richiedono oltre ad una buona storia, una solida conoscenza, o almeno degli ottimi consulenti delle procedure poliziesche. Ah, un ultima cosa, so perfettamente che gazometro è utilizzato normalmente, ma dizionario alla mano, in italiano è meglio gasometro, che a ingarbugliare i fatti con le parole ci pensa già la politica.

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

1 thought on “E’ così che si uccide (la voglia di leggere)”

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