Metti Il Turista sul comodino – Massimo Carlotto torna e colpisce duro

3 Set

cop (1)Venezia è piena di belle donne, ma c’è un uomo che guarda oltre la bellezza e l’eleganza, lui ha una passione per le borse, conosce le griffe e più sono raffinate, più le donne che le portano acquistano valore ai suoi occhi. Detta così non sembra una gran cosa eh, ma se vi dicessi che l’avere una borsa anziché un’altra può fare la differenza fra la vita e la morte? Ecco, il Turista che ci racconta Carlotto è quello che decide se la borsa che porti vale o meno la tua vita. Neanche questo però basta per dire di cosa parla questo nuovo romanzo, perché lui, il Turista, è solo una delle pedine che compongono questa scacchiera su cui si  gioca una terribile partita. C’è un ex commissario, Pietro Sambo, quello che io definirei uno sfigato, ha commesso un errore veniale, fra l’altro nemmeno per se stesso, e ci ha rimesso tutto, faccia carriera e famiglia; gli pesa da morire perché Venezia è un posto piccolo, è un intrico di calli campielli rii (quelli coperti che si chiamano terà – interrati) dove alla fin fine si conoscono tutti, e nessuno si fa scrupolo di trattarlo come un reietto, ma lui non ci sta perché in fondo il suo lavoro in polizia era la sua vita, è uno che cerca la giustizia che la ritiene un valore irrinunciabile. C’è una vittima che sparisce e tanti personaggi che compaiono. E per quanto riguarda la trama credo di avervi incasinati abbastanza. Adesso arriva il bello, o almeno quello che io ho trovato irresistibile in questo romanzo. Carlotto ci ha messo tutto, va bè, tanto di questo mondo marcio e balengo (se più l’uno o più ‘altro è scelta ardua) incorniciato nella città più bella del mondo, fuori dai circuiti noti, nei campielli e nelle calli che conosce chi ci vive, nei  bar nelle cicchetterie, negli appartamenti affittati a nero, ha fatto muovere servizi segreti che chiamare deviati è poco, anche se secondo la loro logica perseguono dei fini nobili, sono collusi o comunque interagenti con le forze dell’ordine e di questo approfittano per reclutare Sambo promettendogli una riabilitazione; sono disposti a tutto. I temi come dicevo sono tanti, quello su cui forse si è più concentrato l’autore è però la psicopatia, quella vera che non si vede, quella consapevole che i “malati” riescono in qualche modo a controllare che li può portare a diventare dei serial killer, come nel caso del Turista, o come ha ricordato lo stesso Carlotto nell’intervista a Farhenheit (rai3), arrivare ai vertici della società. Insomma come sempre, un gran giallo, un autore che dice tante cose tenendoti avvinghiato alle pagine.

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