Non di solo Pane

15178166_10209939685162583_5042814304594663262_nCosa conosce un panettiere? Conosce la notte, è nel silenzio che fa il suo lavoro, mentre la maggior parte della gente dorme sogna o fa l’amore, il panettiere è lì, davanti al forno in cui cuoce la vita. C’è un modo di dire per indicare una donna gravida, si dice che “ha una pagnotta nel forno”, e non è un caso, il pane è da sempre metafora di tutto,  “buono come il pane” “non è pane per i tuoi denti” “rendere pan per focaccia”. Il pane è vita, e se fatto bene il pane è vivo, letteralmente, c’è chi cura la pasta madre come si cura un figlio, un pezzo di Pasta madre passa di generazione in generazione e fa un pane buono che sazia e non gonfia, un pane che nutre, un pane che diventa simbolo di amore. Gesù Cristo spezzò il pane e lo diede ai suoi discepoli. E per il pane si può morire. Pasqualino fa il pane da tutta una vita, è il Principe dell’alba lui, ha il compito che fu di suo padre e prima di suo nonno, quando la luce non ha ancora vinto sul buio della notte, quando il giorno si intuisce soltanto, lui spezza il lievito che darà al suo pane quel profumo che sveglierà la città, e rimette al sicuro quello che servirà per il giorno dopo il mese dopo l’anno dopo, quello che suo nipote Totò userà quando sarà lui il Principe dell’alba. Pasqualino non avrà il tempo di insegnare a suo nipote cosa sia il pane, quanta vita ci sia nel pane, Totò imparerà da solo che per il pane si può morire.

Ve lo dico ogni volta, se comprate e leggete i libri di deGio per il giallo lo trovate, ma non è quello l’importante. I romanzi di Maurizio sono altro, vanno oltre. Ogni singolo Bastardo è una poesia a se stante e parte di un canto corale, un balletto in cui non ci sono etoile perché ognuno brilla di luce propria e insieme scaldano il cuore. Ogni volta che inizio un nuovo libro tremo. Ho paura che possa esserci una scivolata, che dopo tante Storie possa arrivare quella che mi lascerà tiepida, lo apro trattenendo il fiato per le prime righe, come le zie che fuori dalla sala parto, quando gli portano il nipote senza farsi vedere gli contano le dita per assicurarsi che sia sano e bello. Pane è un bambino bellissimo, gente che ne sa, dice che è il più bello, io francamente non lo so. So che è pieno di profumo, di luce e di angoli bui come la notte più profonda, è un viaggio nel cuore di ogni Bastardo e di chi con loro va. A casa del sospettato, sulla brandina del commissariato di Pizzofalcone, a casa della vittima, ma soprattutto dentro i loro cuori e pensieri, nella notte, mentre il pane lievita e cuoce e di giorno, quando si fanno i conti con la vita. Pane ti scaraventa senza pietà nella vita di chi ha perso, di chi si finge malato per trovare riparo e cibo, almeno per qualche giorno, di chi invece dello smartphone pensa a come comprare il latte per il figlio neonato che piange dalla fame, di chi va al supermercato per rubare un pezzo di formaggio vergognandosi perché lavora ma non basta. Non di solo pane si vive ma anche di buona letteratura.

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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