Si perdona poco, ma se sei de Giovanni non ti perdonano neanche quello – I Bastardi in tv

14 Gen

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Se siete qui più o meno siete gente che legge e sapete di cosa parlo, se invece siete arrivati per sbaglio, benvenuti e buona lettura.

Dunque dal 2012 nelle librerie d’Italia e non solo, si aggira Il metodo del coccodrillo, che ovviamente essendo un giallo molto noir ha come protagonista/antagonista, un ispettore. Un altro? Sì, ma siccome ce lo ha portato Maurizio de Giovanni a noi (ovviamente autoironico plurale majestais) ci piace. Un ispettore che da subito aveva le carte in regola per diventare uno dei Bastardi, no, non li aveva già pensati, ma se sei uno scrittore di talento, e lo dico a ragion veduta, vedi l’oceano nell’increspatura di una pozzanghera e da una storia ne tiri fuori molte. de Giovanni si è inventato I Bastardi di Pizzofalcone. Pizzofalcone è una zona che ha sotto la sua giurisdizione strade di lusso circoli nautici e il Pallonetto di Santa Lucia (tutti addosso uno all’altro, perché Napoli è fatta così il commissariato è in odore di chiusura. Poliziotti corrotti e delinquenti che si rivendevano la droga sequestrata e la bomba è innescata e pronta ad esplodere. Quindi uno da Il metodo del coccodrillo uno da lì, quattro poliziotti vanno ad aggiungersi ai due superstiti di quel commissariato, per presidiare il territorio fino all’inevitabile chiusura. Inevitabile? Non se la squadra che si forma è fatta da poliziotti con l’anima, gente che non sta a guardare il proprio mal di testa, che mette da parte il proprio sè per risolvere i casi. Poche volte ho visto discutere così animatamente su una serie tv, certo Rocco Schiavone ha scomodato anche dei politici, ma lui si è fatto le canne su RAI 2, qui si è scatenato il finimondo senza neanche un po’ di trasgressione. Ora, lascerei da parte gli improvvisati critici televisivi gente che non distingue tra scenografia e sceneggiatura, che non ha idea dell’esistenza della segreteria di edizione, per non parlare di quanti hanno avuto occasione di ascoltare (magari per sbaglio) brani di conversazioni dell’autore e hanno fatto dei film sul film. Vi dirò invece cosa ne penso io alla faccia dello stesso de Giovanni (il quale sostiene che io non sia affidabile per questioni affettive, ma mente non sapendo di mentire). Ho acceso il televisore con lo stesso timore che mi prende quando mi arriva il file di ogni nuovo romanzo. Il timore che non mi piaccia, che ci siano critiche da fare, (vabbè che le mie critiche siano indispensabili è una cosa di cui sono convinta io ma noi megalomani siamo così) invece anche stavolta il de Giovanni ha fatto centro. Qualche critica c’è, tipo non crederò mai che Gassmann e la Crescentini non siano in grado di parlare senza inflessioni, piccoli particolari che mandano ai matti le signorine pignoletti ma non la gente normale e sicuramente non si possono attribuire a lui. La cosa buffa è che a cose del tutto normali nella realizzazione di un film o una fiction, per esempio chiudere una strada durante le riprese, vengono attribuiti significati sotterranei che nemmeno i simboli massonici. Facciamola breve, a poco serve che siano aumentate le vendite di libri, poco importa se a fronte di un canone inevadibile ci hanno offerto un prodotto molto buono (ci starebbe anche un ottimo ma aspetto di vedere tutte le puntate) e godibile, con quel tanto che ti fa pensare se ne hai voglia ma non te lo impone. Se sei Maurizio de Giovanni le critiche te le devi beccare comunque, possibilmente feroci e immotivate, magari anche sul fatto che Napoli è di una bellezza sconvolgente e nella fiction a parte il morto ammazzato, non si vedono le stese gli agguati di camorra e le vele di Scampia, ma non qui. Qui i Bastardi di Pizzofalcone hanno soddisfatto anche nella riduzione televisiva (e badate che non è un termine usato a caso).  Come dite? Non sono obiettiva e scrivo così perché sono una groupie? Nonnonno, provate a leggerli e poi guardateli o fate il contrario, vi aspetto per dirmi se ho ragione o no.

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