Maurizio Lupi, I Bastardi di Pizzofalcone e l’amore ma non solo

3 Feb

Di solito non scrivo per prendere like o plausi, scrivo i miei articoletti per il piacere di condividere emozioni. Stavolta lo faccio chiedendovi di leggere e se siete d’accordo condividere, ma chiedo anche a chiunque abbia un profilo twitter, di farlo menzionando l’account di Maurizio Lupi. @Maurizio_Lupi

In grassetto il testo dell’interrogazione parlamentare.

“È troppo se chiediamo alla Rai di Campo dell’Orto di tenere la propaganda della sessualità libera, sia essa etero o omo, fuori dalla prima serata? È proprio necessario che in qualsiasi trasmissione, sia un talk show, un festival canoro, una produzione di Rai Fiction quale che ne sia il genere, commedia o poliziesco, debba contenere scene esplicite di sesso omosessuale?. Sì “onorevole”, è decisamente troppo e soprattutto la domanda è  confusa, le creano problemi le scene di sesso in generale, come si evince dalla prima domanda, o solo quelle di sesso omosessuale come specifica nella seconda? Capisce lei stesso che la distinzione è fondamentale perché nel secondo caso lei implicitamente rifiuta dei diritti garantiti per legge anche alle coppie omosessuali, francamente credo che da un parlamentare questa sia una cosa che non è accettabile. Possiamo poi discutere anche del termine esplicite, mi pare evidente che se considera esplicite le scene contenute nella fiction che nomina dopo, ma allora dovremmo considerare tali anche quelle che vediamo su RAI3, nella serie Un posto al sole” o per restare nel poliziesco, quelle che si sono viste nei film dedicati a Montalbano.

La signora che ha scritto ad Avvenire denunciando la gratuita, non giustificata cioè dall’intreccio narrativo, scena di sesso tra due donne che ha scandalizzato sua figlia nella puntata del 23 gennaio della serie ‘I bastardi di Pizzofalcone’ ha ragione da vendere. Non so ovviamente che professione svolga la signora che lei chiama in causa, ma mi viene difficile capire come possa considerare gratuita la scena in questione, che in realtà è legata ad una delle trame che sono parte integrante dei romanzi. Fra l’altro onde evitare delle figuracce, per il futuro le consiglio di leggere i libri di cui intende parlare, anche se lo fa riferendosi alla trasposizione televisiva.

A quell’ora i bambini davanti alla televisione sono tanti. Dovremmo intenderci sul termine bambini, la scena a cui lei fa riferimento, almeno credo, è andata in onda oltre le 22, un orario in cui i bambini, in un giorno feriale, dovrebbero forse essere a letto a riposarsi per la scuola del giorno dopo e non certamente davanti alla televisione, tanto meno a guardare un prodotto che per sua natura, e non è questo il caso, può includere cadaveri, morti violente e altre amenità che personalmente non ritengo adatte a dei bambini. Forse invece di pensare a farle giungere le sue vibrate proteste, la signora farebbe bene a preoccuparsi di come sta educando la bambina.

Fino a quando noi cattolici, ma chiunque ancora creda nella funzione educativa della famiglia, dovremo finanziare con il nostro canone l’incontinenza visiva e le pulsioni ideologiche e non solo di registi e autori pagati con il denaro pubblico?”. Lo dovrete pagare ahimè fino a quando i governi che sostenete promulgano leggi che obbligano a farlo. Le confesso però che l’incontinenza visiva, riguarda solo ed esclusivamente chi non usa il telecomando, e la invito a riflettere sul fatto che trovare pulsioni ideologiche in un libro o un film giallo, è un esercizio che nemmeno i migliori funamboli possono trovare fattibile.

Concludo con un invito, legga Lupi, regali alla signora la serie completa dei Bastardi, eviti e faccia evitare a chi crede nella funzione educativa della famiglia, di guardare un prodotto tratto da un libro senza averlo letto, senza sapere davanti a cosa ci si sta ponendo. Vi si aprirà un mondo. Un mondo pulito, di storie in cui il sesso è parte dell’amore, lei ha figli e quindi la cosa non dovrebbe giungerle nuova, ma si può fare anche se non finalizzato alla procreazione, così, solo per amore.  Ma soprattutto rifletta e se può risponda lei a una domanda, fino a quando noi che non sbandieriamo la nostra religiosità, dovremo pagare perché i nostri parlamentari si preoccupino di cose così lontane dal benessere del Paese.  Si ricordi quando le verrà ancora chiesto di intervenire, di fare quel minimo di ricerca, quei soldi pubblici a cui lei fa riferimento, hanno prodotto questi risultati, se le par poco…“Un milione e mezzo di euro al mese per sei mesi dalla produzione solo per la logistica, alberghi, ristoranti, trasporti, che saranno nuovamente spesi per la più che probabile seconda serie. Un centinaio di operatori napoletani assunti per lavorarci. Immagini della città che arrivano a sette milioni di persone, un mare di messaggi e telefonate di gente che vuole venire a vedere da vicino, richieste di indirizzi precisi dei posti dove sono state girate le scene.” (copiato dal profilo di de Giovanni)

 

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