Io il sangue e lo star bene

14 Lug

Avete mai sentito le persone che fanno beneficenza o volontariato, dire che è una cosa che fa star bene? Ecco la stessa cosa succede quando vai a donare il sangue. Mi ricordo ancora l’emozione di quando ho cominciato, già da anni accompagnavo il mio babbo e mi piaceva vedere quelle facce sorridenti, sapevo di volerlo fare anch’io. Allo scoccare dei 18 anni ho fatto la mia prima donazione, coccolata tenuta in palmo di mano (sono uno 0 negativo), e gratificata. Sapevo che quella sacca che a me non costava nulla dare, per qualcuno faceva la differenza, a volte addirittura fra la vita e la morte. Sì è una specie di senso di onnipotenza. Appena arrivata a Milano, una delle prime cose che ho fatto è stata cercare in quale ospedale andare a fare le donazioni, il Policlinico era perfetto. 9 anni senza un problema, poi mi sono spostata a Reggio Emilia e non ho avuto il tempo di andare, ma vabbè, pazienza. Ho fatto una donazione estemporanea a Napoli, nel 2015, c’era il pulmino e prima di entrare a Santa Chiara mi son fermata, tutto perfetto, mi hanno mandato gli esami con tanti ringraziamenti per la donazione fatta. Poi sono tornata a Milano e volevo ricominciare, ahimè, mi è sorto un problema di ipertensione (con relativa terapia che secondo i protocolli del policlinico non era compatibile), ovviamente ci son rimasta male, ma la salute viene prima di tutto e me ne sono fatta una ragione. Poi mi hanno cambiato terapia e ho chiamato per verificare, questa era compatibile e siamo partiti con gli esami di idoneità. Un problema di globuli bianchi alti (documentato dal 2007) e mai ritenuto un problema, è diventato un possibile linfoma. Potete immaginare l’ansia di sentirsi dire che mi stavano già aspettando in reparto per il prelievo del midollo? Per fortuna gli altri esami lo hanno escluso ma la dottoressa, di cui sono fortemente indecisa se fare il nome, ha deciso che siccome sono una fumatrice, nonostante riscontrasse l’assoluta mancanza di patologie, ha continuato ad escludermi. Oggi ho trovato un altro medico, più anziano della spocchiosa signorina, che alle mie rimostranze fra l’altro, mi ha accusata di aver voluto approfittare della sanità facendo una caterva di esami anche molto costosi, questo medico ha guardato gli esami degli ultimi anni, mi ha visitata e fatto un’anamnesi coi fiocchi, mi ha detto gentilmente che se riesco a smettere di fumare è meglio (sapendo che stava dicendo un di più, lo so benissimo da sola) e poi mandandomi a fare il prelievo e la donazione. Io non so chi avrà bisogno della mia sacca, se un bianco un nero un latino, un tossico o uno che è stato coinvolto in un incidente, una persona per bene o un delinquente, non lo so e non mi interessa, il sangue è vita e se puoi dare un pezzetto di vita a chiunque, lo fai, è un dovere, è un piacere.  Mi è arrivato un messaggio in pvt, da una persona che a volte ha bisogno di sangue, un’amica, non avrà mai il mio perché siamo in città diverse, ma quel grazie è il più bel vaffanculo che potesse arrivare alla giovane spocchiosa dottoressa, mi auguro che non abbia mai bisogno, né lei né un suo caro, ma il vaffanculo resta, con tutto il cuore.

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Una Risposta to “Io il sangue e lo star bene”

  1. Rosalba 17 luglio 2017 a 6:34 pm #

    Quanto mi piaci!

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