D’amore di morte e altre utopie – Le spose sepolte di Marilù Oliva

Monterocca non esiste e se esistesse forse non sarebbe poi così bello viverci come si potrebbe pensare. Monterocca è un borgo (grossino ma un borgo), appoggiato sull’appennino emiliano, dove ancora la pianura non è ancora diventata montagna aspra, ma i boschi hanno già stabilito un confine. Monterocca è un esperimento sociale, anche logisticamente, è un posto gestito dalle donne, donna il sindaco donne gli assessori e le rappresentanti delle Forze dell’ordine. Non è che gli uomini siano banditi, anzi, hanno anche dei ruoli pubblici, ma visto che a suo tempo l’esperimento è andato bene, poi la popolazione ha continuato ad eleggere delle donne e si è proseguito così. Una delle eccellenze (sempre parte dell’esperimento) è un istituto di ricerca, oltre a studi su malattie ad oggi senza cura, portano avanti uno studio su un farmaco, una variante del siero della verità, che è stato usato per degli omicidi. Non uomini qualunque, uomini le cui mogli ad un certo punto della loro vita, sono scomparse, svanite nel nulla. Hanno lasciato(?) mariti casa e soprattutto figli, senza mai essere ritrovate nè vive nè morte. Qui stanno le parole chiave di questo romanzo (aperte e chiuse le virgolette, un giallo di tutto rispetto come Marilù ha già ampiamente dimostrato di saper scrivere), figli scomparse e indirettamente, donne. La Oliva ha scritto un romanzo “denuncia”, che punta il faro su diverse cose che probabilmente di solito vengono sottovalutate. Primo fra tutti l’impatto sociale che hanno queste “scomparse”, l’impatto sui figli che improvvisamente si trovano a crescere come se gli fosse stato amputato un arto, senza la figura che nel nel bene e nel male fa di noi quello che siamo da adulti. Un aspetto spesso trascurato, cosa piuttosto ovvia del resto, tendiamo a guardare le cose dal nostro punto di vista, che è quello degli adulti, ma di cosa accade davvero nella testa dei bambini o ragazzini? Non lo sappiamo, non abbiamo in realtà contezza di quali sconvolgimenti e conseguenze possano avvenire e quali effetti potranno avere. Per forza di cose viene sfiorato il femminicidio, parola che personalmente non amo, li considero omicidi, ma che ahimè rende bene l’idea di come una certa parte della società, se a parole, nell’immediatezza dei fatti, condanna gli uomini che dispongono letteralmente della vita (e della morte) delle loro compagne di vita, nella realtà dei fatti, preferisce girare la testa dall’altra parte. Si sfoga sui social ma se sente la vicina di casa urlare o la vede con un livido, fa rigorosamente finta di nulla. Un male antico, non è certo storia dei giorni nostri, ma vuoi la maggior diffusione delle notizie, vuoi un minimo in più di attenzione sui fatti, sembra che ultimamente gli uomini siano impazziti e considerino le donne, soprattutto quelle con cui dividono l’esistenza, come una proprietà esclusiva, non qualcuno ma qualcosa di cui disporre a proprio piacimento. Tornando al romanzo, non solo di femminicidio e delle sue conseguenze si parla; il paese descritto nel romanzo, è chiaramente un’utopia, un posto dove le donne non hanno bisogno di dimostrare nulla dove i ruoli non sono definiti ma interscambiabili a prescindere. Eppure anche nel descrivere un’utopia la Oliva riesce a non perdere di vista la realtà e quel posto che potrebbe essere meraviglioso diventa a tratti claustrofobico, le protagoniste non sono tutte valchirie senza macchia; un posto dove qualcuno che nasconde dei segreti tali da spingere all’omicidio, forse si è nascosto cambiando faccia. Insomma un romanzo in cui si racconta un bel sogno ma senza perdere di vista la realtà. Un giallo che trascina fino alla fine, lasciando il lettore con tanti domande, che per come la vedo io, è esattamente quello che deve fare un buon romanzo. Per chi ama i tecnicismi, bella prova anche dal punto di vista della scrittura, un deciso cambio di stile nel linguaggio per adeguarlo alla situazione, insomma, direi un’altra prova superata brillantemente

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

One thought on “D’amore di morte e altre utopie – Le spose sepolte di Marilù Oliva”

  1. è sempre interessante carla leggere le tue recensioni, fanno proprio venir l voglia di leggere al più prestola nuova proposta di marilù oliva che da questo blog saluto
    mariapaola

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