Estate, cosa c’è di meglio che prendere al volo un Torpedone? Magari trapiantati

Lo conoscete Francesco Abate? Si dai, è quel sardo praticante che ha scritto insieme a Carlotto con Mi fido di te, poi ci ha fatto morir dal ridere con Mia madre e altre catastrofi e non solo. Ah è anche quello che su Fb ci racconta le sue disavventure da trapiantato. Sì è uno degli uomini che ha ricevuto una seconda vita (adesso è un po’ in pensiero perchè pare che i trapiantati abbiano una data di scadenza 😀 ). Uno dei pochi che ha il coraggio di parlarne col sorriso, un sorriso a volte velato di tristezza, quando ricorda Cinzia, la donna che lo ha rimesso al mondo, un sorriso divertito quando ci parla della sua vita con (mi pare) 15 pastiglie al giorno. Sorride e si sente quando parla di sua moglie di sua figlia di sua madre e di signora Corrias, ma anche quando ci racconta della fatica, sua e dei Fratelli, nell’affrontare ogni giorno una vita che deve essere davvero difficile, ma è vissuta come il regalo più grande. C’è un dolore terribile nelle sue parole, lo si intuisce solo però, c’è il dolore per chi non ce l’ha fatta, per chi ogni giorno condivide con lui/loro, la vita nuova. C’è un rispetto enorme per la vita, un rispetto che Abate manifesta con allegria, con grazia (e con Grazia), insegnandoci davvero tanto. Immancabile il Fratello che non c’è più e che molti di noi/voi, ricordiamo con un affetto immenso, il suo compagno di lavoro e di attesa, Severino Cesari. Lo so del libro non vi ho detto niente, ma voi state sulla fiducia e portatevelo in vacanza, o in tram se siete ancora al lavoro. Vi divertirete (molto), vi commuoverete (un po’), penserete e poi alla fine mi ringrazierete per avervelo consigliato, e ringrazierete lui per averlo scritto. Bè, perchè no, anche Einaudi che lo ha pubblicato.

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