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Cui prodest 4 anni dopo

20 Feb

palmeQuattro anni fa aprii questo blog con un articolo in cui mi chiedevo appunto “cui prodest”, naturalmente non ho avuto risposte – non che me le aspettassi – ma oggi ripropongo la domanda su tutt’altro argomento. Ebbene sì, le famigerate povere palme in piazza del Duomo a Milano. Prima un paio di precisazioni. Le palme non mi hanno fatto niente, mi piacciono anche in contesti che io, ritengo adeguati. Un lungomare, un lungolago un giardino, anche una piazza perché no, ma sempre vicine all’acqua, potenza delle suggestioni infantili per cui le palme erano gli alberi delle oasi. Sui banani prossimi venturi mi taccio. La storia che le palme a Milano c’erano già nell’800, allora, primo, chiedetevi perché non ci sono più, forse tutto sto successo alla fine non sono state nemmeno quella volta, secondo, o le foto le mettiamo a ragion veduta, o facciamo a meno, quella volta lì, le palme erano due dicesi due, in vaso, alte forse 1 e 60 a completare due aiuole fiorite (suppongo, trattandosi di foto in BN). Oggi parliamo di 24 palme alte normali (vado a occhio siamo ben oltre i 2 mt) e messe in fila come soldatini alle spalle del monumento equestre. Garantisco che l’effetto è diverso. Sorvolo su quante cazzate, passatemi il termine ma sono arcistufa di sentire chiunque argomentare su tutto, del tutto a sproposito, quindi ripeto, sorvoliamo sul fatto che al Comune non son costate nulla (c’è lo sponsor), che non sappiamo se fra tre anni quando la sponsorizzazione avrà fine, sarà ripristinato lo stato dell’arte a spese dello sponsor o di chi. Sorvoliamo sul fattore estetico climatico e compagnia, ma che davvero volete farmi credere che a nessuno dei coinvolti, archistar, sovrintendenza, giunta comunale, sindaco e non so chi altro, non è venuto in mente che taluni soggetti, e non voglio neanche chiamarli parti politiche, avrebbero cavalcato la palma per soffiare sul fuoco del razzismo dell’intolleranza dell’ignoranza? Dai non ci credo, Siate onesti, ammettete che il progetto è stato scelto sapendo quali conseguenze avrebbe portato, e avete colto la palla al balzo per soffiare sul fuoco a vostra volta. Lo sapevate, vi fa gioco in questa politica sporca che di politico non ha più nulla. Che sapevate esattamente cosa sarebbe successo e avete pensato che tutto sommato, il milanese imbruttito si poteva distrarre con le palme, così che non si accorgesse dei clochard che aumentano di giorno in giorno, che bivaccano in quella stessa piazza. Non si sarebbero accorti che avete avallato la decisione di ridurre le corse dei mezzi pubblici, che su quelle palme stazionano nebbia ma soprattutto smog grazie all’incapacità di gestire una situazione che ormai è allucinante. Le palme verdi su sfondo grigio, stridono, date retta

Chi ha detto che la cultura non crea introiti?

10 Ott

david

Evidentemente qualcuno che non ha la più pallida idea di quanto denaro giri intorno alla cultura, Sì è ovvio che mi riferisco alla Gelmini e di seguito alla Carrozza, ma mica solo a loro, c’è anche la pletora di ministri che con o senza deleghe si sono succeduti alla guida dei ministeri Beni culturali e Turismo. A parte il fatto che vorrei essere una mosca e andare a vedere che quadri/stampe hanno in casa questi signori, fossero anche riproduzioni di cui non conoscono nulla sono certa che il Bello, imposto da architetti e arredatori lo apprezzano. Ma passiamo oltre, Storia dell’arte comprende scultura pittura architettura e tutto quello che ci volete mettere, ora vi invito a fare un rapido calcolo, 16 euro all’incirca è il prezzo medio per una visita ai Musei Vaticani, ogni giorno le code che si snodano lungo le mura sono nell’ordine delle centinaia di metri; migliaia di persone al giorno che moltiplicate per i 16 euro cadacranio di cui sopra fanno un bel mucchietto di soldi no? E questa gente (perlopiù stranieri e quindi corretti) dorme  in alberghi, si ferma a consumare – per quanto poco – in bar ristoranti pizzerie baracchini eccetera, non sono soldi che girano quelli? E le stesse persone che vanno a vedere i Musei Vaticani andrà a visitare il Colosseo gli Uffizi il Maschio Angioino il Museo del ‘900, e ogni posto visitato genera flussi di denaro. Qualcuno può cortesemente far arrivare questo banalissimo e semplicissimo messaggio ai ministeri o al governo? Così magari invece di vendere ad minchiam  tentano di trovare uno sponsor che restauri Pompei (come è accaduto ad Ercolano) e si accorgono che non ho scritto un post di fantascienza. PS: la prossima volta vi parlo dei Giardini botanici che secondo me rientrano a pieno titolo nella materia

Forse non è un caso che si chiami Husseini

10 Set

Ve lo ricordate Giorgio Gaber quando diceva che a lui l’America gli faceva niente bene? Ecco a me sti giorni fa peggio. Tipo le reazioni allergiche da accumulo. Arrivata a questo punto mi basta sentir nominare il Congresso e vado di testa. Quando fu eletto la prima volta, io e mia madre – decisamente non razziste ma fornite di un notevole sense of humor – commentammo che sì era un bravo ragazzo una gran cosa che bello un democratico…Concludendo che però l’era semper un negher. Ecco Obama stai dimostrando a tutti quanto avessimo ragione a non fidarci – oltre a quanto  sia inutile il razzismo  – e di questo ti va dato atto. Stai dimostrando che sei un povero coglione cresciuto in un paese stupido col mito della supremazia, no non democrazia, supremazia. Tu inteso come America ti senti in dovere di “dare una lezione” a Bashar al Assad, e non ti viene in mente di sederti a un tavolo e parlare, no, le lezioni tu le dai con le bombe intelligenti. E poco importa se stai aiutando o aiuterai quelli che in nome di un dio hanno massacrato stanno massacrando e massacreranno la democrazia intesa come insieme di uomini e donne.  Il Nobel per la pace con i relativi milioni te lo hanno dato, sei ufficialmente dalla parte dei Buoni, e il mondo che si fotta, tanto poi arriva l’America. Film già visto e rivisto, ma dio mio se fa male vedere che nessuno dei potenti ti sputa in faccia, che male fa non poter venire a prenderti e obbligarti a studiare la storia dalla parte dei perdenti – e non intendo chi ha perso le guerre, ma chi ha perso la vita – che male fa non poterti “dare una lezione”. Prenderti a mazzate finché impari che le mazzate, siano date a torto o ragione, fanno solo male.

Sempre meno politicamente corretta

20 Lug

E vabene chiudiamo la settimana con una polemichina (che tanto come al solito cadrà nel vuoto) – leggo che a Milano è stata aperta un’osteria/locale all’ombra degli alberi del Sempione gestita da ragazzi con la sindrome di down (che a me viene più comodo chiamare mongoloidi, per inciso) – Fin qui niente di nuovo, la cosa già stata fatta a Roma e funziona. Ma qui scatta la domanda alla signora Lina Sotis che ne parla sul Corriere. Ma la vogliamo piantare di fare i falsi ipocriti politicamente corretti a tutti i costi? Perché da un lato devo – prova a non farlo e parte il linciaggio – considerare normali i ragazzi mongoloidi ma poi deve scaldarmi il cuore vederli fare una cosa normale come lavorare. Non ci siamo signori. Se il diversamente abile che fa una vita normale ti fa nascere un sentimento di tenerezza, sei uno sporco ipocrita “razzista”, un buonista delle mie balls, e ti meriti di incontrare sulla tua strada uno di quei rari casi in cui alla malattia si abbina la cattiveria, e al tuo sorriso di autocompiacimento, meriti venga risposto con un cazzotto o peggio.http://buonenotizie.corriere.it/2013/07/20/nasce-la-locanda-alla-mano-dove-il-cliente-si-sente-una-persona-speciale/

Tre civette sul comò

13 Mag

Sono giorni strani in cui si discute più del solito di Ius soli, oltre che di tante altre cose; dipenderà dal fatto che abbiamo un ministro per l’integrazione – credo sia la prima volta – o dal fatto che il ministro è nero, non lo so e francamente poco mi  interessa conoscendo la velocità con cui l’italico popolo si innamora e disamora delle cose e delle idee, so che esattamente negli stessi giorni, poco dopo l’ insediamento del neoministro (che fra l’altro è un medico con delle strane teorie – vedi associazione culturale DAWA) pochi giorni dopo dicevo, quando infuria la polemica sullo Ius soli, un immigrato – non importa di che nazionalità – a cui è stato negato l’asilo politico, evidentemente non concedibile – trova a Milano un cantiere aperto e incustodito, prende un piccone e allegro se ne va per la città ammazzando e ferendo dei poveri cristi che si facevano bellamente i fatti loro. Ora per le leggi vigenti in Italia questo signore di cui non voglio sapere il colore la nazionalità o i problemi personali, ha potuto fare ricorso contro il negato asilo politico, e nel frattempo dar di matto. Allora io dico che prima di pensare a ius soli sangui e quant’altro, dovremmo rivedere seriamente in maniera non discriminante ma logica, le leggi che regolamentano l’ingresso e la permanenza; accoglienza non significa accettare passivamente un’invasione indiscriminata, che sempre più spesso, nell’ordinario e nello straordinario, va a scapito di gente qualunque, che avrebbe il diritto di vivere serena. Mi si obietterà che il mio è un discorso razzista. Non lo è, a meno che i delinquenti non siano considerati una razza. E un delinquente, di qualunque colore odore sapore, va messo in condizione di non nuocere. Se trattasi di delinquente straniero e non legittimato a stare qui, va affidato alla giustizia del suo paese, se legittimato, rinchiuso senza se e senza ma.

Se c’è la salute…

17 Apr

imagesStamattina è ricomparsa sulle bacheche facebook una notizia che risale a gennaio ma ogni tanto rispunta. E’ la storia di quell’infermiere Marco Lenzoni che rischia il licenziamento per aver pagato il ticket ad una donna in difficoltà economiche. Facciamo due considerazioni; la signora evidentemente veniva da Marte, o forse da Cuba, non mi risulta infatti che esistano posti al mondo – fatto salvo il policlinico di ER – dove vengano erogati esami e visite senza il pagamento del ticket, ossia senza l’esibizione dell’esenzione. Esenzione faccio presente che viene concessa per i più svariati motivi fra i quali il basso reddito. Capisco la tenerezza e il bisogno di scagliarsi contro le istituzioni, non parliamo poi di quelle con qualche problema tipo le ASL, ma francamente anche attivare il neurone non sarebbe male.

Ho letto due pagine di link che rimandavano alla notizia, ovviamente le sfumature sono equivalenti a quelle dell’arcobaleno, ma su una cosa sono tutte compatte ed uniformi. Nessuno riporta di quale patologia soffrisse la figlia – la cui età peraltro varia dalla più tenera infanzia a quella adulta, si parla di una generica febbre per cui il medico curante avrebbe richiesto degli esami del sangue.

Vogliamo linciare qualcuno? Ben venga. Abbiamo una necessità insopprimibile di eroi? Povero il paese che ne ha bisogno recita un famoso aforisma, di sicuro abbiamo bisogno di ricominciare a pensare, a porci delle domande, a non condividere delle gigantesca cazzate senza collegare il cervello al  mouse. Perché questa donna non aveva l’esenzione? Perché si è presentata a chiedere degli esami sapendo che avrebbe dovuto pagare e non avendone la possibilità’? Perché nessuno si è posto queste due domande prima di sprecare fiumi di parole?

Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza.

Immagine

Un bel tacer…Con quel che segue

13 Apr

untitledFacciamo il punto? Non mi pare strettamente necessario ma due righe ci stanno. Equitalia impazza, la gente si suicida, le imprese chiudono e quelle che aprono lo fanno con soldi riciclati dalla mafia – di qualunque nazionalità essa sia – e i nostri signori parlano.

Parlano di povertà come se la cosa li riguardasse, come se conoscessero il significato della parola, cosa di cui onestamente dubito, credo che ad andare a cercarlo non se ne trovi uno che sappia cosa vuol dire non avere il denaro per fare la spesa, non sapere come pagare le bollette e chi più ne ha più ne metta.

Fanno le manifestazioni contro la povertà, e non ditemi che ‘sta roba non fa ridere i polli. Immagino la signora povertà che si spaventa tantissimo e se la da a gambe. Su tranquilli, avete le cartelle esattoriali che popolano le vostre notti? Da lunedì scompariranno.

Parlano di legalità, ma la priorità nell’assegnazione delle case è di chi a volte delinque, a volte no, ma vive da anni in situazioni che legali non sono. Non voglio difendere i palazzinari, in fondo godo quando gli emuli di Arpagone che affittano ad extracomunitari si ritrovano con le case occupate per anni senza prendere un euro, l’avidità genera effetti che evidentemente non vengono presi in considerazione. Però mi chiedo perché gente che non paga l’affitto da anni, debba essere privilegiata rispetto a qualcuno che ha sempre rispettato i contratti e le leggi, spesso con fatica.

Parlano di dialogo, ma sindaci assessori e compagnia sono delle entità raggiungibili solo durante le manifestazioni in piazza, e ti stringono la mano sorridendo come ebeti, ma se cerchi di raggiungerli nei loro sancta santorum, puoi morire nell’androne, o al limite tentare con una seduta spiritica.

Un popolo strano che continua a lasciarvi spadroneggiare forse si merita questo trattamento, ma da parte vostra egregi signori, non è onorevole comportarvi così. E allora chiedo, se proprio il vostro mestiere non lo sapete fare, almeno tacete. Fate un gesto nobile per una volta.

Panem et circenses – ovvero come ti intorto il popolo

8 Apr

Ascolto i nostri politici presenti ai vari talk show (certo vorrei sapere quando vanno in aula ma è un particolare irrilevante a quanto pare) e mi sorge l’ennesimo interrogativo. Per governare un paese, è o no necessario conoscerlo? Non sono un mostro in storia, ma se penso anche vagamente alla nostra storia partendo da quella antica, mi chiedo se qualcuno si ricordi chi siamo. Come si può pensare ad una legge sul conflitto di interessi, in un paese in cui dai tempi dell’impero romano vige la corruzione, vige la legge del più forte, vige la distinzione in ceti? Certo le cose andrebbero adeguate ai tempi, ma questo è un paese in cui si sono fatti gli imperi sulla formula “panem et circenses“, un paese in cui il popolo o il popolino se preferite, accetta e ha sempre accettato tutto a condizione di avere appunto di che mangiare e di che divertirsi. Al popolo italiano, fin da quando l’Italia non c’era, non interessa come, interessa che gli venga garantito il pane. Forse non solo agli italiani per altro, se pensiamo alle teste ghigliottinate. Resta il fatto che davvero bisognerebbe capire prima di candidarsi alla guida, che non si può pensare di insegnare agli asini a volare, e promettere le ali a tutti è una presa in giro. E come i politici si dimenticano o non sanno la storia, altrettanto fanno gli asini che li votano, dimenticandosi che fino ad oggi, nessun asino è mai riuscito a volare.

Non sono stato io – ad libitum

4 Apr

Facciamo un gioco e immaginiamo di avere dei soldi da investire, decidiamo di comprare un’azienda. Bene individuato il settore e le aziende in vendita, optiamo per quella che ha grandi potenzialità ma anche una situazione di debito, d’altra parte un’azienda florida costerebbe molto di più. Bene, se siamo imprenditori seri avremo messo in preventivo che quei debiti li abbiamo acquisiti insieme alla possibilità di guadagno. Ora la mia domanda è: passiamo le giornate a dire ai creditori che non possiamo pagare e che i debiti non li abbiamo contratti noi, posticipando ad libitum l’inizio della fase di guadagno? O non pagheremmo invece i debiti e cominceremmo a produrre? Io credo che la logica faccia propendere per la seconda ipotesi. E adesso spostiamoci in politica, se mi candido, so che qualora fossi eletta mi troverei a fronteggiare situazioni che si trascinano da decenni. E qui la domanda diventa: mi metto al lavoro per tentare di risolvere la situazione – nei limiti del mio mandato? O passo da un salotto tv all’altro spiegando che i debiti non li ho fatti io e la situazione è drammatica per colpa di altri? Cari politici, è un bene che andiate da un talk all’altro, ma vogliamo cominciare a vivere i talk come cassa di risonanza su quello che avete fatto, non su quello che non avete potuto /saputo fare. Non me ne frega niente di sentire proclami su quanto vi abbasserete lo stipendio – anche perché poi chissà com’è non si abbassa mai – non mi interessano più le analisi accurate sulle colpe pregresse, voglio una politica che faccia, non che dica. Iniziate a pagare lo scotto di sedere su quelle comode poltrone e agite. A meno che non avesse ragione  Max Weber, e in quel caso signori siamo messi davvero male.

Marò che due marò

22 Mar

Evvai tutti felici sì? Gli assassini torneranno a farsi giudicare dove hanno commesso il fatto. Come è giusto che sia. Però aspetta cos’è che mi sfugge? Ah sì per l’omicidio – perché questa è l’accusa – in India è prevista la pena di morte. Come dite? Ah bé se hanno promesso che non l’applicheranno è tutta un altra storia, allora possiamo fidarci. Sì è vero che secondo tutte le convenzioni internazionali i diplomatici non si toccano e il governo indiano ha privato della libertà il nostro ambasciatore, ma che c’entra, una promessa è una promessa dai. Certo una domanda mi si è presentata e un po’ ‘sto tarlo mi rode, ma per caso, dico solo per caso, i due pescatori morti, quando andavano in giro per il loro bel paesino non è che si sentivano autorizzati a stuprare, eventualmente anche fino alla morte, qualche donna che girava da sola? No perché mi pare che lì in India, funzioni così, ma sono morti e ben si sa che dopo morti son tutti santi. E quindi? Niente di nuovo sotto il sole, un governo capace di usare il pugno di ferro su chi non ha – per sua scelta – voce. Capace di massacrare i suoi cittadini con tasse spropositate leggi inique e una spocchia inimmaginabile, ma pronto a calarsi braghe e mutande, nei confronti di chiunque alzi appena la voce. E noi stiamo a guardare, anzi una parte di italiani, sta lì con la bava alla bocca, ricordando molto – almeno alla sottoscritta – le iene (con tutto il rispetto, visto che quella è natura), ferme un po’ indietro a lanciare il loro grido agghiacciante, pronte a sbranarsi quel che resta dei corpi sbranati da altri. Al netto di qualunque valutazione umana politica e di diritto, l’ennesima figura di merda di un Paese che magari fosse solo allo sbando. Buon viaggio ragazzi, e non vi preoccupate, se dovessero condannarvi a morte, il governo e tutta Italia si stringerà attorno alle vostre famiglie.

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