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I Bastardi di Pizzofalcone siamo noi – Consigli di lettura

4 Mar

9788806233938_0_0_300_80Se ne son dette di ogni su questo libriccino (diminutivo affettuoso) composto in gran parte da foto di scena, un sacco di stronzate anche, se mi scusate il francesismo. Come di ogni fiction o film che si comandi, anche de I bastardi di Pizzofalcone si son fatte le foto durante le riprese, ora va da sé che se io produco (quindi investo del denaro) un prodotto faccio in modo di farlo rendere al massimo, se poi ho anche l’intelligenza di produrre un prodotto di qualità che per una volta non corrisponde a prodotto di nicchia, bè, fate voi. Alla CE arrivano le foto, l’autore è disponibile quindi ecco in libreria la Vita quotidiana degli amati Bastardi. Ho scritto consigli di lettura perché in quelle poche righe, de Giovanni ha fatto delle foto che nessuna macchina fotografica potrà mai fare. Ha dato voce ad ognuno dei Nostri. Parla Lojacono, Peppuccio parlano il presidente e Ottavia, parlano Aragona e Hulk, anche Alex ci dice chi è. Ognuno di loro ci racconta quanto sia difficile essere se stessi e far capire agli altri che ognuno ha dentro un mondo. A leggerli viene in mente quante volte ci si è trovati nei loro panni. Quante volte abbiamo trattenuto uno schiaffo che ci stavano levando dalle mani, o guardato con odio la persona che più amiamo al mondo. Quante parole abbiamo sussurrato alla foto di chi non c’è più, sottovoce abbiamo confidato i nostri più intimi pensieri a chi abbiamo nel cuore ma non ha più voce. Abbiamo guardato i colleghi o gli amici, essendo intimamente convinti di essere almeno un pochino migliori di loro. Chi non si è mai chiesto se i suoi desideri più segreti, quelli che non diciamo nemmeno a noi stessi siano “normali” o no. Io consiglio di leggere questo libro soprattutto a chi non legge, a chi conosce solo i bastardi della TV, sarete sorpresi di quanto diverse possono essere le cose viste dal di dentro, quanto di noi c’è in ogni personaggio. Quindi caro Maurizio fanne ancora di queste operazioni commerciali, fanne tante, con la cura e la bellezza che tu sai mettere in ogni parola. E voi che passate di qua, ditelo a chi non lo sa, che nei libri che tanto di più oltre alle parole. C’è la vita.

L’Europa che voglio

6 Lug

L’Europa, il vecchio continente, gran bel vecchio fra l’altro. Quello dove dopo Schengen si andava in Costa azzurra, in Spagna o dove volevi fermandoti al cambio, una volta ci rimettevi una volta ci guadagnavi. Poi han voluto l’Unione Europea, e va bene ci sta, ma dove e quando è successo che la Germania potesse decidere quanti litri di latte potevamo vendere? Ma in Germania o in Francia hanno le mucche programmate per fare un tot di latte al giorno? E perchè a un certo punto ci siamo trovati a dover buttare via le arance siciliane, pagando le restanti uno sproposito? Ecco mi sta bene l’euro, mi sta bene che abbiamo un interesse comune, ma deve essere comune, non di pochi. Tanto comunque, e questo forse sfugge, anche se non passi all’ufficio cambio, capita che il pane tu lo paghi 6 euro al kg in Italia e 2 in Francia. Allora ecco, L’Europa che voglio io è un Europa dove nessun paese prevale, dove ognuno produce quel che può e il surplus lo vende a prezzi calmierati a chi ha carenza. Voglio un’Europa in cui nessuno possa decidere che se gira al produttore io devo mangiare un formaggio senza latte, o una birra senza luppolo. E voglio un Europa dove ognuno parli la sua lingua avendo imparato a scuola una lingua comune. Dove l’importante sia l’Uomo. Non le banche. Come dite? L’ha già detto Gaber? Ah già.

il 26 novembre appuntamento in libreria con Maurizio de Giovanni

29 Ott
In libreria dal 26 novembre 2013

In libreria dal 26 novembre 2013

È piccolo Dodo, dieci anni appena e anche se gli hanno detto che a scuola non deve portare i giocattoli, di lasciare a casa Batman non se ne parla proprio. Perché Batman non è un supereroe, non ha i superpoteri; è solo coraggioso, come il suo papà. Ed è sicuro Edoardo che il suo papà verrà a prenderlo, a portalo via da quel posto buio e freddo. Chissà cosa vuole quell’uomo che li ha portati via, ne ha paura anche Lena che è grande e gli ha detto che se lo accontentano forse non gli farà male. In fondo non lo sta trattando male, gli ha portato anche i sofficini da mangiare, erano freddi e a lui non piacciono freddi, ma aveva fame e forse l’uomo non è così cattivo. Magari è solo nervoso. E in ogni caso gli ha lasciato Batman.
Con Edoardo che parla con Batman, che rassicura e chiede rassicurazione, Maurizio de Giovanni ci accompagna nel Buio. Fino in fondo, fino a dove la luce non può arrivare perché le cose che illuminerebbe sono troppo crudeli per essere sopportate. Gli hanno contestato che nel libro precedente c’era troppa pioggia, e lui da maestro qual è ha infilato nel mezzo di un giallo che vira inesorabilmente al noir, una serata di maggio, piena di sole e di dolore, perché la penna di Maurizio è poesia intrisa di bellezza e dolore, ma non solo. C’è ironia nelle bonarie prese in giro fra colleghi, fra sbirri reietti. C’è rispetto nella silenziosa accettazione degli altri, nella spontanea collaborazione che il commissario Palma chiede proforma, perché i 6 Bastardi di Pizzofalcone hanno dentro il dolore e la vergogna insieme alla voglia di farsi vedere per quello che sono, persone. Un “vecchio” una madre “snaturata” una lesbica occulta, un violento e una macchietta; e imperscrutabile ma nemmeno troppo dietro gli occhi da cinese, Lojacono, un uomo solo che non vuole arrendersi alla solitudine. C’è anche l’allegria di un amore che forse sboccerà. Si intrecciano a fare da sfondo alla terribile vicenda narrata, le vite di questi uomini e queste donne, che vedono nello sguardo di un bambino brandelli della loro vita. E tutto questo de Giovanni lo racconta con – scusate l’ossimoro – una pesantissima leggerezza. Arrivi alle ultime pagine con un groppo in gola, con il timore che possa esserci la conclusione che non vorresti e trattieni il fiato fino alla parole fine. E subito dopo vorresti dimenticare tutto per ricominciare a leggerlo. Grazie Maurizio, per essere l’amico che sei, per essere quel meraviglioso inventore di storie, in cui tutti si possono ritrovare, nell’amore nella pena nella speranza e nel dolore. Grazie ai Corpi Freddi, amici insostituibili che hanno fatto sì che ci scoprissimo a vicenda.

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e scelti CONSIGLI. Dai libri all'Indice ai libri al Medio (@libri_al_MEDIO): digitus impudicus. Se l'inverno delle lettere viene, può la primavera essere lontana? (sem.cit. Shelley)

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Quando siete felici, fateci caso (Kurt Vonnegut)

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se non brucia un po'... che libro è?

aurelioraiola

(no, non è uno scioglilingua)

Gli incroci della Zanca

Ogni giorno incrociamo le vite degli altri: riconoscersi e guardarsi con interesse

Tommaso Aramaico

Lì dove è pieno di nomi propri, c'è un nome che di nessuno è proprio. Chi l'ha scelto? Chi lo subisce? E perché? Meschino.

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