C’era bisogno di un altra fiera? – Tempo di libri a Milano

Si è aperto in sordina, ma in un giorno infrasettimanale nella capitale del “laurà” (sono ovviamente ironica giacché mi risulta che alla faccia dei luoghi comuni si lavori anche a Roma Napoli e Palermo) era prevedibile, poi il venerdì pomeriggio qualche anima irriducibile in giro per gli stand si è cominciata a vedere. Quelli che non hanno approfittato di Pasqua 25aprile 1maggio. Partiamo dalla logistica, in città le due location si equivalgono, salvo che più di un treno dell’Alta velocità ferma a Rho Fiera e ti scarica direttamente in fiera, mi pare di avere intravisto anche un deposito bagagli quindi la comodità è assicurata. Per chi arriva da fuori città forse Milano presenta collegamenti più comodi, ma anche qui vale il discorso che dipende da dove parti, Torino in questo è forse un filo svantaggiata. Per chi come me ama poco il casino e in fiera ci va per dare un occhio (attento) agli stand e stringere rapporti con gli Uffici Stampa, il fatto che anche il sabato ci fosse gente ma si riuscisse a parlare, di novità di progetti di un po’ di tutto, è sicuramente un punto a favore. Anche la distribuzione degli stand e delle sale, su due soli padiglioni adiacenti, ben segnalati è cosa apprezzabile. Le sale dove si sono svolti gli eventi, chiamate con i nomi delle font, belle e comode, sono raggruppate in una zona relativamente piccola rendendo scorrevole passare da un evento all’altro. Gli eventi sono il solito tasto dolente, come ben sa chi frequenta Fiere Saloni e Festival, l’offerta è tanta e tale che se da un lato soddisfa una fascia amplissima di pubblico, dall’altra rende difficoltoso scegliere fra incontri che si accavallano. Hostess e personale addetto del salone, efficiente e gentile. Le Case Editrici grandi o piccole, hanno dato il meglio, come del resto lo daranno a Torino. Sugli eventi del Fuori Tempo, quelli svoltisi in città fuori dalla fiera, non sono in grado di riferire, come del resto non lo sono per il Salone Off (dopo tutta la giornata passata a girare non sono più fisicamente adatta per andare anche in giro). Insomma forse non ce n’era bisogno, ma male, almeno per quanto riguarda i lettori, non fa. Forse qualcuno dirà che è una fotocopia, ma se non hai modo, per mille motivi, di andare a uno, avere una copia originale è una bella cosa. L’augurio è che l’anno prossimo, anche le Case Editrici che per vari motivi non erano presenti, trovino il modo di esserci e ancor di più, che il programma on line venga rivisto in modo da essere più funzionale. L’ardua sentenza come sempre, ai posteri (soprattutto quelli che tireranno le somme)

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