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Sui ponti che uniscono e quelli che cadono

29 Apr

Sono giorni che ho la riflessione in testa, e pazienza se qualcuno penserà che sono una merdaccia, so che così non è e tanto mi basta. Da settimane leggo status e ascolto persone che stimo o che amo, sostenere a gran voce che la priorità è l’accoglienza, che i muri vanno abbattuti, che non si può guardare la gente morire senza intervenire. E io lo so che siete convinti, che siete nel giusto, che poi lo fate anche, non siete persone che parlano ma che agiscono, ahimè, c’è sempre un ma di cui l’amore (in generale, per il prossimo per la vita per le idee), non tiene conto. Quando le navi delle ong vanno sulle coste libiche a raccogliere dei disperati, non uso il termine rifugiati a ragion veduta, fanno un atto d’amore solo in apparenza. Quegli uomini che aspettano di partire erano molti di più, e tanti sono morti prima di arrivare in Libia, non avevano diritto allo stesso trattamento? Sì, probabilmente sì, ma sono stati sfortunati e sono morti prima, ma a quelli non ci si pensa. Quindi andiamo li “salviamo” in nome di un’umanità che speriamo di avere, poi una volta affidati alle cure di Giusi Nicolini (a cui va tutto il mio rispetto), ce ne dimentichiamo bellamente, salvo smadonnare chi per una ragione chi per l’altra, quando vediamo i servizi di Gazebo. Ecco io penso che dovremmo pensare al dopo. Molti, troppi una volta salvati vanno a morire sotto i treni in liguria, o sotto i tir, altri finiscono per strada, quelli a cui va bene a vendere libretti con le fiabe africane o braccialettini (personalmente mi chiedo chi li fornisca), gli altri a delinquere e dentro e fuori dalle carceri. Non è così che dovrebbe funzionare. Quasi fossero cani da raccogliere e poi lasciare in canile così non  muoiono per strada. Lo so, sembra che io abbia lasciato il cuore da qualche parte fra qui e Marte, ma non è così. Ovvio che se mi trovassi nella condizione di veder qualcuno che rischia di morire tenterei il salvataggio, ma il medico pietoso fa la piaga purulenta, e ahimè, si comincia a sentire l’effetto della cancrena. Chiudo ricordandovi che quelli a cui sono affidati istituzionalmente i “ponti”, sono gli stessi che hanno fatto costruire i ponti e i viadotti che sono caduti negli ultimi mesi. Si prega chiunque legga di non travisare nemmeno una parola perché faccio partire le denunce.

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