Abbiamo aspettato tanto e finalmente sono arrivati I tempi nuovi

Se sia pigro o solo pignolo e pieno di impegni, non ci è dato sapere, Alessandro Robecchi (servono pesentazioni?) ci ha messo un po’, ma caspita se è valsa la pena aspettarlo. Se per scelta o sopravvenuto affinamento del talento (che ha ampiamente dimostrato di possedere), inevitabile del resto col passare del tempo e l’accumulo di esperienza, il giallo ha preso il sopravvento sull’elemento diciamo così, sociale. Il Robecchi si è fatto prendere la mano e ha studiato una partita a scacchi da manuale, una di quelle fra campioni beninteso. Una trama unica, nel senso che non ci sono sottostorie, una sola indagine che coinvolge, come d’abitudine, sia la polizia, nella figure dei sovrintendenti Ghezzi e Carella, sia l’ineffabile detective Oscar Falcone, che ha deciso di fare il grande salto e aprire una vera e propria agenzia la Sistemi Integrati (qualunque cosa voglia dire), con tanto di sede e soci. Aveva proposto a Ghezzi di mollare la divisa, ma quello ci è nato poliziotto e non è cosa, in compenso c’è una poliziotta, che non ne può più della burocrazia dei laccioli che permettono ai delinquenti di scansare la galera per un cavillo, una firma non arrivata in tempo e accetta di buon grado (oddio, sempre poliziotta resta e qualche paletto ce lo mette), di fare società con Falcone.
Abbiamo quindi un bravo ragazzo, studente modello, trovato ucciso con un colpo di pistola in una situazione quantomeno imbarazzante di cui si devono occupare Ghezzi e compagni e una donna che cerca il marito scomparso rivolgendosi a Falcone e la Cirielli. Apparentemente non c’è un nesso, apparentemente appunto, e quale sia lo scopriamo grazie a Carlo Monterossi, immarcescibile eroe della Fabbrica della merda (altrimenti detto autore di un programma di quelli da far venire gli orgasmi alla famiglia Berlusconi, e no, non lo dice Robecchi ma lo dico io), socio occulto, per tutta una questione di soldi che non sto a dirvi perchè la trovate nel libro. D’altra parte ci trovate anche il nesso di cui dicevo. Come in ogni noir che si possa definire tale, resta alla fine una domanda, anzi, ne restano una serie, a partire da quanto siano nuovi questi Tempi nuovi, a quanto ormai, i confini per rimanere brave persone siano così sottili e fragili da non accorgersi quando si scavallano. Rimane anche il dubbio, se qualche volta, non sia il caso di fare quello che è giusto, prendendo qualche scorciatoia, anche se questo significa passare per una proprietà privata senza averne il permesso. Ah, se vivete a Milano e dintorni, non guarderete mai più fuori dalle finestre nello stesso modo.

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Autore: coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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